Vari temi sull'adolescenza: una fase di transizione, il vaso di cristallo, la seconda nascita...

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    Vari temi sull'adolescenza: una fase di transizione, il vaso di cristallo, la seconda nascita...



    << Una fase di transizione: l’adolescenza >>

    "Essere adolescente oggi", per me, è molto più semplice di quanto si possa credere. A volte, gli adulti pensano che gli adolescenti abbiano problemi di vario tipo, quale ad esempio quello di non piacersi, quando si guardano allo specchio.

    Non è, per fortuna, il mio caso. Infatti, non credo di avere grandi problemi come adolescente. Alcuni miei coetanei quando sbagliano si demoralizzano; io, invece di avvilirmi a causa dei miei errori, cerco sempre di imparare da essi.

    Quando un’amicizia, a cui tenevo in modo particolare, finisce mi prodigo per ripristinarla e se ciò non è possibile non mi dispero, poiché sono ancora giovane e so che potrò avere tantissime altre amicizie.

    Sicuramente, essere adolescenti significa cambiare, crescere, diventare più maturi ma ciò non è, per me, causa di sconforto o preoccupazione, anzi sono entusiasta della mia crescita e del mio cambiamento, sia fisico che mentale.

    Mi accorgo che sto cambiando quando, prima di addormentarmi, la mia mente viene invasa da migliaia di pensieri e di interrogativi. Domande che non mi ero mai posto prima.

    Mi rendo conto che sto crescendo quando inizio a pensare con la mia testa e non con quella dei miei genitori o quando cerco i miei modelli di vita al di fuori della famiglia, della moda, delle nuove tendenze del momento, perché ritengo che, nel mondo in cui viviamo, la persona più umile e modesta sia l’unica degna di essere imitata.

    Gintoli Luciano IA


    << Non più bambini e non ancora adulti>>

    Non più bambini e non ancora adulti, gli adolescenti di oggi viviamo un’età di passaggio, caratterizzata da grandi trasformazioni.

    Dal mio punto di vista, l’adolescenza assomiglia un po’ al vuoto. Con chi parlare? Dove trovare un libro che possa determinare le nozioni di pubertà, libertà, violenza con giusta espressione ed esempi di vita vissuta? Come capire la vera ragione per cui viviamo?

    Nel difficile percorso che va dall’infanzia alla prima giovinezza il nostro corpo si trasforma, i nostri desideri, i nostri pensieri, le nostre aspettative cambiano radicalmente. Si riversano su di noi inaspettati e improvvisi sbalzi d’umore, si vivono intense emozioni, tutto è come un giro sulla ruota panoramica della nostra adolescenza ma con più brividi e paure che spesso nascondiamo nell’ombra dei nostri pensieri, come per sfuggire a un immaginario lontano persecutore.

    Adesso è un po’ difficile da spiegare ma credo che sia i ragazzi, sia le ragazze abbiano queste stesse ansie ed incertezze. Ansie molto spesso banali ma per noi molto importanti, per un compito andato male o per doversi esprimere con il timore di essere giudicati. L’ansia di perdere tutto e tutti con un solo gesto, con una parola inopportuna.

    In questa fase molto importante della nostra vita nasce il bisogno di allontanarsi dai genitori, che generalmente non ci capiscono fino in fondo e si ostinano a consigliarci con le loro noiose raccomandazioni.

    Molto spesso mi capita di cercare sicurezza e sostegno e mi rivolgo ad un amico o a un’amica per scambiare con loro idee, sogni, aspirazioni o per confidare loro le mie gioie, i miei dolori, i miei desideri.

    Crescere non è così semplice. Nessun adolescente affronta i suoi problemi senza sofferenza e questo è per noi un periodo ricco di dolore ma anche pieno di gioie intense.

    Può sembrare assurdo ma, a volte, mi domando chi siamo veramente noi e chi sono gli altri e penso che, in fondo, ci si possa amare anche se si hanno opinioni e prospettive diverse, anzi la conferma affettiva più convincente è proprio l’accettazione della diversità dell’altro. La contrapposizione che c’è tra noi e i nostri genitori è, dunque, fisiologica alla crescita.

    Gli adulti non dovrebbero avere paura del conflitto e delle provocazioni degli adolescenti ma dovrebbero, invece, consentirci di esprimere liberamente il nostro disappunto.

    Questi sono i miei pensieri, le mie preoccupazioni, le mie piccole ma fondate verità.

    L’adolescenza merita di essere vissuta pienamente giorno per giorno e spero tanto di poterla godere fino al suo compimento, con la felicità e la spensieratezza di una ragazza di quattordici anni.

    Cerruto Martina IA


    << La Leggenda personale, ossia codesta età fiorita >>

    Nell’adolescenza è racchiuso tutto il nocciolo della vita. Molte volte sono stato assalito dal pensiero che soltanto <<codesta età fiorita>> è quella che scatena la tua vita, che ribalta quello che sei e che trasforma il tuo cammino in qualcosa di "fantastico" che potremmo definire anche "leggenda". La nostra <<leggenda personale>> fatta di coraggio, di fiducia e di saggezza che da tempo gli uomini hanno dimenticato.

    Durante l’adolescenza ognuno di noi ha voglia di essere attivo e, sicuramente, pochi sono coloro che fra noi amano restare fermi ad osservare il mondo.

    Ogni giorno, con ogni azione che compio, cerco di trasformare la mia adolescenza in un’avventura, in modo che questa avventura possa rimanere in me come un ricordo indelebile pieno di emozioni. Nel mio essere adolescente vengono racchiusi sentimenti molto forti, che sono quasi incisi sulla mia pelle.

    Ognuno di noi ha la propria storia, i propri luoghi, le proprie appartenenze e nessuna di queste cose può essere cambiata, né cancellata, perché tutto ciò che ci gira attorno, tutto ciò che metaforicamente ci appartiene è una parte essenziale della nostra esistenza.

    <<essere adolescenti oggi significa…>> godere di essere giovani ma anche caricarsi la propria croce sulle spalle. La cosa più importante è non perdere mai le speranze e investire nelle proprie azioni per alimentare quei sogni che, probabilmente, non tutti o non del tutto si realizzeranno. Ma questo non importa! L’importante è credere in qualcosa dentro il nostro cuore che ci dia la forza, di cui abbiamo bisogno, per crescere.

    "Quando vedo crollare quello in cui credo, poi mi risollevo. So che ogni cosa la devo al mio caro professore e al suo sudore, al viso del bidello e al sorriso del compagno che proietta amore. Solo quando stiamo insieme la storia è vivibile, tutto è possibile per chi non si arrende e difenderà il sogno che pretende".

    Ho voluto citare queste frasi, tratte dal testo di una canzone, perché ascoltandole ho capito come può funzionare la vita e ancora oggi, quando le riascolto, mi aiutano a riflettere.

    Garofalo Giuseppe IA


    << Il vaso di cristallo >>

    Un "vaso di cristallo", ecco cos’è l’adolescenza. Un vaso colmo di autostima e consapevolezza ma anche un oggetto molto fragile ad ogni minimo accenno di movimento; un cambiamento, un passo verso l’accettazione della propria crescita.

    "Adolescenza" vuol dire stare in bilico fra i problemi e le grandi gioie, fra la verità e la menzogna, fra il bene e il male.

    Si crea continuamente una fitta nebbia, che vela lo sguardo e impedisce al proprio "io" di guardare in faccia la realtà, di fare propri i mutamenti fisici e mentali, compresi i propri pensieri. L’adolescenza è, quindi, una "sfida", una sfida del cuore verso il mondo, resa ancor più ardua dalla società di oggi, ostile e carica, come una scura nube in mezzo ad un temporale, di pregiudizi verso ogni singolo gesto d'amore, d'affetto, di sentimento. Ed è proprio in questo piccolo gesto, unito a innumerevoli altri, che si coglie la vera essenza, il vero profumo dell’età più bella che ogni individuo, in differenti momenti storici e particolari situazioni di vita quotidiana, ha certamente vissuto attimo per attimo.

    La fase adolescenziale, infatti, non si può riassumere in un arco di tempo stabilito e programmato e in affini sensazioni ed emozioni.

    Io vivo la mia adolescenza con la gioia nel cuore, con l’ansia di coltivare e accumulare esperienze nuove e positive, che mi arricchiscano, plasmando e forgiando nel tempo la mia persona.

    Il mio compagno di banco o il ragazzo della porta accanto o un ragazzo di un altro continente la vivranno sicuramente in modo diverso, coltivando altri sogni nel cassetto, con altre opinioni su se stessi e sulla propria vita ed altri valori. Ma non è consentito giudicare a causa di queste disuguaglianze, accantonare la felicità di un individuo nell’angolo più buio della vita, al ricordo di errori vissuti che forse nella più spontanea sincerità vorremmo impedirgli di commettere. E parlo soprattutto degli adulti che spesso, ma non sempre, seguono con troppo timore e continua apprensione il nostro sviluppo, non comprendendo che molti degli errori commessi dagli adolescenti sono fondamentali per la formazione della nostra personalità.

    Molti dei dolori, dei caos che hanno bruscamente sollecitato le molecole dei cristalli, dei pensieri che costituiscono il vaso dell’adolescenza, non dovrebbero essere controllati, né evitati o proibiti. Prevenire, consigliare, a volte imporre ma per una giusta educazione, sono i veri compiti dei genitori, i soli che possano dare un senso alla vita dell’adolescente e ai loro stessi sacrifici…E di sacrifici i nostri genitori ne hanno fatti tanti e chissà quanti ancora ne faranno, perché la strada non è del tutto spianata…

    Ma se ognuno, e adesso mi riferisco all’interazione fra adolescenti, si guardasse allo specchio, capirebbe meglio se stesso, comprendendo il perché dell’adolescenza, che è già avvenuta o sta avvenendo, il perché della propria esistenza e del proprio ruolo nella società.

    Se ognuno di noi capisse i motivi per i quali l’altro vive, i suoi ideali, la sua vocazione, senza volerli cambiare, bensì aiutandolo a far sbocciare il fiore che ha dentro, allora a partire dalla prima e più importante forma di società, che è la famiglia, e poi dalla scuola e dal mondo intero, si riuscirebbe a far volare la mente verso nuovi orizzonti con un impegno spirituale e concreto, completamente aperti al dialogo, a una vita più solare, a un futuro inesplicabile ma la cui navigazione sarà ricca di avventure.

    Queste parole esprimono, in parte, il mio disegno adolescenziale, ossia l’<<essere adolescente oggi…>>, un periodo di transizione in cui molti si dannano, si straziano perdendo il controllo degli avvenimenti, e bruciano tutto il verde che li circonda.

    Questa, per me, è una fase che rivivrei cento e mille volte ancora, perché, nonostante i brutti periodi da cui credo sempre di non risollevarmi, ogni momento che vivo è luminoso di speranza e di voglia di andare avanti.

    Mauro Serena IA


    << La seconda nascita >>

    L’adolescenza, che collega l’infanzia alla giovinezza, è una tappa particolare della nostra vita dove tutto intorno a noi è nuovo: si inizia ad esplorare un nuovo mondo, si conoscono nuovi sentimenti e nuove realtà, a volte difficili da accettare, ma soprattutto si fanno nuove scoperte e nuove esperienze.

    È proprio come una "seconda nascita", che si realizzerà in tappe progressive. Gradualmente sarà necessario abbandonare la protezione familiare, proprio come un tempo si è abbandonato il grembo materno; lasciare l’infanzia senza mai dimenticare, però, il bambino che abita in noi e che, a volte, a qualsiasi età si manifesta.

    È difficile questa fase della vita. Talvolta, si ha come l’impressione di non riuscire a superarla. Si è scombussolati, infelici e si vive dentro una pelle che non si sente propria. Non si capisce più che cosa stia succedendo e perché si è soli. Svaniscono le sicurezze dell’infanzia e niente appare più come prima. A volte, restiamo a pensare nella nostra stanza tutto il pomeriggio con un vago senso di vertigini e ci poniamo domande che non sempre trovano una risposta.

    C’è insicurezza nell’aria, il desiderio di venirne fuori e la mancanza di fiducia in noi stessi. Si ha contemporaneamente il bisogno di essere <<protetti>> e il bisogno di <<libertà>>, e non è facile trovare il giusto equilibrio tra le due cose. Si manifestano in noi improvvisi sbalzi d’umore, si vivono intense emozioni, si piange per un’amica che non telefona o per un ragazzo che volge lo sguardo altrove all’uscita della scuola.

    Nessun adolescente è senza problemi; anche se sono banali agli occhi degli adulti, forse non lo sono per noi. Il guaio è che si desidera fuggire da tutto ciò che si presenta difficoltoso e anche da se stessi, lanciandosi in avventure a volte rischiose, trascinati da persone che spesso conoscono la nostra fragilità.

    L’età adolescenziale, inoltre, è quella in cui compare l’incapacità, la difficoltà e a volte l’impossibilità di comunicare.

    Problemi, speranze, difficoltà e progetti vengono confidati solo ad interlocutori privilegiati, come l’amico o l’amica del cuore, che non sempre sono in grado di aiutarci adeguatamente.

    E allora si pensa subito: <<perché non dire tutto ai genitori?>>. A questa domanda molti adolescenti rispondono: <<coi grandi è inutile anche solo pensare di poterci ragionare. Se commetti un errore non puoi spiegargli perché l’ hai fatto, non puoi dire quello che pensi, perché loro ti giudicano, urlandoti di avere torto. Quindi, a cosa serve parlare con gente del genere, che non ti aiuta, anzi ti annulla, facendoti cadere in dubbi ancora più profondi?>>.

    Ecco allora che si manifesta il fenomeno del "mutismo", che a volte può portare a conseguenze veramente tragiche, a cui non è semplice porre rimedio.

    Fortunatamente, io mi ritrovo in una famiglia dove ancora molti valori sono essenziali, uno dei quali è la capacità di dialogare, ma soprattutto di saper ascoltare, perché molte volte capita che tutti parlano ma nessuno si ascolta. In quei casi, è come parlare con un burattino che ti guarda in faccia attonito senza capire nulla.

    Nonostante tutti i problemi e le sofferenze che si presentano alla nostra età, bisogna vivere comunque l’ adolescenza come il periodo più bello della nostra vita.

    Anche se noi lo capiremo solo quando sarà troppo tardi, l’adolescenza è come un fiore che sboccia ed emana il suo incantevole perenne profumo.

    Noto Eleonora IA


    << Una finestra aperta sull’adolescenza >>

    L’adolescenza è un periodo particolare e molto importante della nostra vita che deve essere vissuto bene e i cui i problemi devono essere risolti.

    In questa fase di sviluppo si hanno molte incertezze e le scelte che si compiono assumono un’importanza fondamentale nei confronti del proprio avvenire. In alcune tribù africane l’adolescenza non viene vissuta come da noi: il maschio, infatti, con l’avvento della pubertà viene mandato nella foresta per imparare a sopravvivere da solo, quindi per diventare un uomo, se riuscirà a scampare tutti i pericoli che gli si presenteranno, altrimenti soccomberà. Nella nostra società, invece, l’adolescente vive un lungo periodo di formazione durante il quale lo sviluppo fisico non va sempre di pari passo con lo sviluppo mentale.

    L’adolescenza occidentale è divisa in due periodi: la preadolescenza e l’adolescenza vera e propria. Durante la preadolescenza, ogni ragazzo comincia ad avere le proprie idee, ad assimilare nuove conoscenze e a vedere il mondo coi propri occhi. In questo periodo egli è anche soggetto a mutamenti fisici che non sempre riesce ad accettare. Ciò provoca un forte disagio, quando ci si relaziona con gli altri, e genera la difficoltà di entrare in un gruppo. Talvolta, per farsi accettare si è disposti a fare di tutto, come seguire delle particolari mode, ma io sono del parere che, prima di farsi coinvolgere da qualcuno o da qualcosa, bisognerebbe valutare accuratamente quello che viene proposto.

    Io e i miei amici formiamo un gruppo molto affiatato. Mi piace soprattutto che all’interno del nostro gruppo ognuno mantenga la propria personalità, vale a dire che ognuno esprima un suo modo di pensare e di fare, per cui si costituisce come membro unico ed insostituibile. Con l’adolescenza vera e propria non ci si relaziona più solo con il gruppo ma anche con singole persone. Mediante questo nuovo tipo di rapporto l’adolescente si apre molto di più di quanto non facesse con gli amici. Ciò offre la possibilità di acquisire maggiore sicurezza in se stessi.

    Il modo di essere dell’adolescente contemporaneo non è solo frutto di un cambiamento interiore ma è anche dovuto all’ambiente che lo circonda. Egli non instaura relazioni solo con i propri coetanei ma anche con persone come i genitori, gli insegnanti e altri adulti che hanno già vissuto la propria adolescenza.

    Nel periodo dell’infanzia il rapporto con i genitori è molto intenso, nell’adolescenza è più distaccato e conflittuale. Questo dipende soprattutto dal diverso modo di vedere le cose tra genitori e figli. Sicuramente, il male maggiore dell’adolescenza è il "mutismo" tra generazioni. I genitori, infatti, possono aiutare il figlio adolescente a superare le sue difficoltà in quanto, avendo anch’essi vissuto questo periodo, possono dare dei consigli. Tuttavia, il conflitto tra genitori e figli è inevitabile.

    I miei genitori ed io abbiamo un rapporto basato sul dialogo ma nonostante ciò, a volte, si generano delle incomprensioni, perché non accetto sempre quello che loro mi propongono, quindi possiamo avere delle idee discordanti. Comunque credo che un buon rapporto con i genitori permetta all’adolescente di superare determinate difficoltà, alle quali difficilmente altre persone potrebbero dare una soluzione.

    Vivere questo periodo nel modo più sereno possibile, secondo me, è fondamentale, perché crea i presupposti per una vita futura altrettanto serena. Infatti, individui che hanno attraversato il periodo adolescenziale in modo turbato, spesso, da adulti hanno tendenza a delinquere o ad assumere atteggiamenti non corretti.

    Purtroppo, nel mondo ci sono ancora realtà come quella delle tribù africane citate prima e anche altre in cui gli adolescenti vivono in ambienti malsani, che creano poi vite future malsane.

    Abbiamo visto come l’ambiente in cui viviamo possa condizionare questo periodo della nostra vita e, di conseguenza, anche la nostra vita futura. Tutto ciò mi fa ritenere fortunato, perché vivo in un ambiente familiare, scolastico, sociale sano per cui sana dovrebbe essere la mia vita futura.
     
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